Una città della Mauretania
La città si sviluppa in una fertile pianura agricola vicino al Jebel Zerhoun.
Volubilis (وليلي, Oualili) è un sito archeologico in Marocco, vicino a Moulay Idriss Zerhoun e Meknès. Ai piedi del Jebel Zerhoun riunisce tracce di diverse civiltà.
Volubilis (وليلي, Oualili) è un sito archeologico in Marocco, vicino a Moulay Idriss Zerhoun e Meknès. Ai piedi del Jebel Zerhoun riunisce tracce di diverse civiltà. Le strade, i monumenti pubblici e le case decorate con mosaici raccontano la vita di una città antica in uno straordinario paesaggio naturale.
LA PIETRA CUSTODISCE LA MEMORIA.La città si sviluppa in una fertile pianura agricola vicino al Jebel Zerhoun.
Strade, edifici pubblici e case con mosaici raccontano la vita urbana e la produzione di olio d’oliva.
La storia continua dopo l’epoca romana e incontra quella di Idris I.
Il sito entra nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Volubilis non fu solo una città romana: era mauretana prima di Roma, restò abitata dopo la partenza dell’amministrazione imperiale e vide nascere la prima dinastia musulmana del Marocco.
Iscrizioni puniche e i primi livelli urbani mostrano una città importante del regno di Mauretania. Sotto Giuba II, alleato di Roma, prosperò; l’ipotesi che fosse residenza reale è ancora discussa.
Dopo l’uccisione del re Tolomeo per ordine di Caligola scoppiò una rivolta. Volubilis rimase fedele a Roma e l’imperatore Claudio le concesse lo statuto di municipio e la cittadinanza romana.
Sotto Marco Aurelio la città fu cinta da mura lunghe oltre 2,5 km. Le stime parlano di fino a 20.000 abitanti, e decine di frantoi mostrano l’importanza dell’olio d’oliva.
Il governatore Marco Aurelio Sebasteno fece erigere l’arco in onore dell’imperatore Caracalla e della madre Giulia Domna. Foro, basilica e Campidoglio appartengono alla stessa grande fase monumentale.
L’amministrazione romana si ritirò nel nord della provincia. La città non fu abbandonata: vi rimase una popolazione latinizzata e si incidevano ancora iscrizioni latine nel VII secolo.
Idris I, discendente del Profeta, fu accolto dalla tribù degli Awraba e proclamato imam: nacque così la dinastia idriside. Il suo santuario si trova vicinissimo, a Moulay Idriss Zerhoun.
Il potere si spostò a Fès e la città si svuotò lentamente. Nel XVIII secolo le pietre furono reimpiegate nei cantieri di Meknès sotto Moulay Ismail, e il terremoto del 1755 causò altri danni.
Gli scavi archeologici iniziarono nel 1915. L’arco e diverse colonne furono restaurati nel XX secolo, e gran parte della città antica resta ancora da esplorare.
I mosaici più celebri sono rimasti al loro posto, nelle case per cui furono realizzati. Decoravano le sale di ricevimento e raccontano i gusti delle famiglie benestanti.
Nel quartiere sud, una grande dimora il cui mosaico mostra Orfeo che incanta gli animali con la lira; altre stanze conservano delfini e una scena marina.
Vicino alla strada principale, un mosaico riunisce in medaglioni le imprese dell’eroe. È una delle scene più facili da riconoscere del sito.
I suoi pavimenti mostrano Ila rapito dalle ninfe e Diana sorpresa al bagno, tra le composizioni più raffinate di Volubilis.
Prende il nome da una statua in bronzo di un giovane coronato d’edera trovata qui, oggi conservata nelle collezioni nazionali a Rabat.
Alcune case possono essere chiuse o protette durante i lavori di conservazione. Restate sui percorsi e non camminate mai sui mosaici.
Segui le antiche strade e lascia che i dettagli raccontino la storia.
Un monumento emblematico che si apre sul paesaggio e sulla strada principale dell’antica città.
Scene mitologiche e motivi raffinati rivelano l’arte delle antiche dimore.
Attorno al foro, la basilica e il Campidoglio evocano la vita pubblica della città antica.
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Come arrivare a Volubilis da Meknes o Fes ↗Distingui edifici pubblici, abitazioni e decorazione domestica.
Cosa vedere a Volubilis: mosaici, arco e monumenti romani ↗Scegli le priorità e adatta la passeggiata a Volubilis al gruppo e alle aree aperte il giorno della visita.
Visitare Volubilis: un percorso flessibile per la prima volta ↗